VOLTO DI FEDERICA

(dedicata alle vittime di femminicidio)
Carissime,
una riflessione sulla condizione della donna in un'epoca dove la violenza sconfigge "il volto luminoso della vita".
Auguri a tutte
Prigioniero di te stesso
hai indossato l’armatura
come guerriero scalfito dal disprezzo della vita
e tormentato dal potere dell’amore.
Tieni ancorato
ciò che di bello hai tra le mani
senza comprendere
che l’amore non s’impone
ma si dona con la sincerità dello spirito.
Sospinto dall’irrequietezza del tuo nulla
costruisci l’atroce trappola in spregio alla femminilità:
una gabbia d’imperiture sofferenze
per racchiudere la libertà del suo volo,
senza scrupolo alcuno,
allontanando i sospetti per sembrare un uomo normale,
pensando che è tuo dovere farle capire chi comanda,
deturpando persino quel volto che dicevi di adorare,
che avevi messo in cornice
tra i ricordi più cari della tua esistenza,
imbastendo i suoi sensi di colpa con ricami di sangue,
facendole credere di essere sbagliata.
Era solo un suo errore
non saperti comprendere in quell’abisso d’anima
devastato dalla tua avidità di maschio
mai cresciuto nella capacità d’empatia.
Sei una visione distorta dell’amore,
la falsa maschera che hai recitato per convincerla
ad accettare il possesso di una vita donata,
perché nessuno riconoscesse in te l’emblema di mostro,
l’assenza del bene che non hai ricevuto dalle donne
incapaci d’insegnarti il rispetto per loro.
Federica, Angela, Francesca,
mille altri nomi potrei scrivere sul tuo cuore di fango,
perché sei sedotto dalle atrocità della tua follia,
dal meschino delitto che sfregia
il volto femminile della vita.

di Barbara Piazza