L’età d’oro della motricità é nella scuola primaria!!!

di Marta Roncelli
Ho sempre sostenuto che qualsiasi tipo di attività motoria e di movimento, al di là di tecnica e disciplina, sia fondamentale per qualsiasi bambino a partire dalla prima infanzia; quando leggo articoli come questo, noto sempre una lacuna clamorosa nello sviluppo motorio dei ragazzi causato soprattutto dall’approccio al movimento che avviene durante il periodo dell’infanzia e della fanciullezza ( soprattutto durante il periodo della scuola primaria).
L’attività motoria durante la fascia d’età che va dal sesto all’undicesimo anno di vita è considerata una parte rilevante per i bambini, poiché si trovano in un’importante fase di apprendimento motorio, nel quale imparano ed apprendono molte capacità motorie che stanno alla base del processo motorio e del movimento umano. Lo sviluppo delle abilità motorie è invece una parte rilevante per questa fascia d’età, proprio perché i bambini si trovano nel “periodo d’oro” della motricità ed è proprio negli anni in cui frequentano la scuola primaria che apprendono e interiorizzano movimenti, giochi, esercizi, utili alla loro crescita fisica e motoria.

Insegnando motoria in una scuola primaria privata ho la fortuna di lavorare con bambini dai 6 ai 10 anni e di vedere per due ore la settimana gruppi classe dalla prima alla quinta. Interfacciandomi con tanti bambini posso vedere come lo sport e l’attività motoria interagisca non solo sull’aspetto fisico e motorio del bambino, ma anche su quello cognitivo ed emotivo.
Dico questo perché se “due ragazzi su tre non sanno fare una capriola” e professori notano come la difficoltà motoria di preadolescenti e adolescenti si stia allargando su larga scala, il problema sta alla base, ovvero come durante il periodo d’oro della motricità e dello sviluppo di essa un numero alto di bambini non sente più il bisogno di muoversi e giocare e si impaurisce sempre più spesso davanti ad una banale arrampicata, ad un gioco di corsa, o si blocca davanti allo svolgimento di una capovolta.
La nostra società in continua evoluzione su tante cose sta però regredendo su temi di movimento, capacità motorie e di conseguenza benessere fisico dando poca importanza a quest’aspetto e togliendo così, a bambini e ragazzi, lo stimolo di sperimentarsi in ambito motorio e sportivo sotto forma, di gioco e apprendimento autonomo.
Quando un bambino si trova davanti ad una proposta di gioco motorio con amici, all’interno della scuola, è spronato ad affrontare il gioco, e sentendosi a suo agio mette in atto capacità e abilità motorie che sono alla base del movimento.
Crescendo in un contesto di apprendimento motorio sereno e divertente, nella crescita quando si troverà ad affrontare nuove abilità motorie, esso avrà una solida base su cui appoggiarsi.
Quello che manca oggi è la costruzione di questa base motoria, e la nostra società dovrebbe incentivare le scuole primarie e le scuole dell’infanzia a lavorare sempre più in ambito motorio, a preparare i bambini a crescere consapevoli del proprio corpo e delle proprie capacità; questo permetterà così un benessere anche mentale e di miglior apprendimento cognitivo di materie che nelle scuole sono più teoriche.
E poi, i sorrisi che vedo sul volto di bambini e ragazzi quando giocano a rincorrersi, quando fanno una partita al loro sport preferito, quando semplicemente si muovono, sono la conferma che il movimento è essenziale.
Marta Roncelli laureata in scienze motorie e sportive, insegnante alla scuola primaria di attività motoria presso la Fondazione Montessori di Bergamo e istruttrice minibasket.