Attività motoria in acqua, la costruzione di un nuovo percorso motorio

Di Marco Del Bianco
In tempi non troppo lontani la piscina era per pochi, praticamente per quelli che già sapevano nuotare e per quelli che volevano imparare. Questi ultimi erano molto pochi. Tanti fattori hanno contribuito alla crescita del mondo piscina, primo fra tutti i grandi risultati sportivi dei Giochi Olimpici di Sydney, con grandi nomi come Massimiliano Rosolino e Domenico Fioravanti. Ha anche concorso la crescita della qualità dei tecnici, la crescita del settore con una vera creazione di un "mercato-piscine", la frequentazione di massa, per nuotare, fare sport, cercare benessere, semplicemente per stare in acqua.
Ma ciò che è radicalmente cambiato in questo trentennio di nuoto sono stati i contenuti. Il corso di nuoto degli anni ottanta era un percorso di acquisizione di tecniche specifiche, i quattro stili. Ripetizioni infinite di gesti che venivano stereotipati; l'approccio analitico dominava le noiosissime lezioni di nuoto che naturalmente selezionavano un'élite di nuotatori in fasce: se avessero resistito ulteriormente avrebbero fatto nuoto agonistico.

Oggi fortunatamente il percorso è più dolce, meno specifico e più dinamico.
Il percorso acquatico è tendenzialmente più lungo, meno noioso, offre più opportunità e più stimoli. Alla base di questa crescita esiste un cambio sostanziale di approccio metodologico, basato sulla consapevolezza assoluta che il movimento acquatico non ha basi genetiche e dunque è da apprendere integralmente. L'uomo non è fatto per nuotare. Nella sua crescita l'essere umano esprime sviluppo grazie alla stimolazione di alcune "predisposizioni" genetiche (gli schemi motori di base). In acqua non esiste predisposizione e dunque tutto ciò che si apprende è determinato solo ed esclusivamente dalla qualità e dalla quantità degli stimoli. Dunque la figura del semplice istruttore di nuoto si trasforma nel garante di un percorso motorio molto complesso. Tutto ciò che succede in acqua è un'abilità motoria, la combinazione di più proposte è qualcosa di più complesso. Anche il controllo della respirazione è un'abilità, diversa se in differenti posizioni, diversa se combinata ad altri movimenti. Le quattro nuotate, seppur fondamentali per la parte sportiva, rappresentano abilità strutturate ma non troppo complesse. Sarà difficile ed ambizioso poter offrire esperienze motorie esplorative, sfruttando le tre dimensioni (anche la profondità dell'acqua), rendendo il percorso "più ricco" possibile. Rendendo il percorso tendenzialmente infinito, dunque non finalizzandolo a delle semplici nuotate ma offrendo la possibilità di vivere il proprio corpo in un modo unico, grazie all'esperienza motoria acquatica. 
Marco Del Bianco

Professore a Contratto
• Teoria Tecnica e Didattica della Attività Natatorie nelle diverse condizioni ed età - Corso di Laurea Triennale in Scienze Motorie: Attività Motoria Preventiva ed Adattata
• Organizzazione e gestione delle attività e strutture sportive e di recupero motorio - Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive ed Adattate
Corso di Laurea in Scienze Motorie www-3.unipv.it/scienzemotorie/

Coordinatore didattico del Corso di perfezionamento in Management dello Sport
www.managementsport.it

Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense - Università degli Studi di Pavia

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